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Extra – Puntata di Lunedì 15 Maggio 2023

L’Italia non è un paese per donne, bambini e adolescenti: lo dice l’edizione 2023 del rapporto “Mai più invisibili” che è stato presentato nei giorni scorsi da WeWorld, organizzazione non governativa italiana che da mezzo secolo si batte per garantire i diritti di donne e bambini in 27 paesi.

Il dossier misura, attraverso una trentina di indicatori, quale sia il livello di efficienza dei servizi e quali opportunità permettano a queste categorie di cittadini di vivere la loro condizione senza correre il rischio di trovarsi ai margini della società. La fotografia è preoccupante: nel 2023 in Italia il livello di inclusione è peggiorato per quanto riguarda le opportunità economiche e la partecipazione politica delle donne, mentre la condizione di bambine, bambini e adolescenti è peggiorata nelle dimensioni dell’istruzione, della salute e del capitale umano. Tradotto in parole povere: meno servizi l’ente pubblico può offrire, più alto è il rischio di esclusione sociale per le categorie che sono inevitabilemte più deboli.

In un contesto complicato un po’ in tutta la penisola, le uniche eccezioni sono rappresentate dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Valle d’Aosta, che sono le uniche zone a garantire livelli di inclusione sufficienti per donne, bambini e adolescenti. E in un contesto in cui nessun’altra regione eccelle, il Lazio si classifica all’ottavo posto per inclusione di donne, bambini e bambine, con circa 252mila minori che vivono a rischio di esclusione sociale, più di 1 su 4: l’ultima indagine, che risale al 2018, lo dava al quarto posto. Claudio Micalizio ne ha parlato con Martina Albini, del centro studi di WeWorld che nella prima parte di questa puntata di Extra spiega le principali criticità di che donne e minori devono affrontare per poter accedere a diritti che per certi versi dovrebbero essere scontati.

Nella seconda parte con Antonio Amoroso, Segretario Nazionale Cub Trasporti, facciamo il punto sulla situazione del trasporto aereo e in particolare su Ita: mentre sembra attraversare una fase decisiva l’operazione che porterà all’ingresso di Lufthansa all’interno dell’ex compagnia di bandiera che dopo essere stata nazionalizzata ora aspetta che decolli la partnership industriale con il colosso tedesco. Nel frattempo però non si è ancora conclusa la transizione da Alitalia in Ita: sono quasi 4mila i lavoratori dell’ex società pubblica che vivono in una sorta di limbo, non sono stati ancora assorbiti dalla nuova compagnia e vedono all’orizzonte il rischio di non poter più contare sugli ammortizzatori sociali. Una situazione di forte incertezza che sta logorando gli ex dipendenti e getta ulteriori ombre sulle modalità di esecuzione di un progetto che i sindacati contestano da sempre.