Home NOTIZIE CRONACA Omicidi Roma, il killer cercò passaporto falso: dopo i delitti voleva scappare

Omicidi Roma, il killer cercò passaporto falso: dopo i delitti voleva scappare

immagine di repertorio

Pronto a fuggire dall’Italia dopo aver ucciso tre donne giovedì’ scorso nel quartiere Prati a Roma. E’ quanto emergerebbe dalle indagini sul presunto killer Giandavide De Pau. Secondo quanto ricostruito il 51enne dopo i delitti di via Riboty e via Durazzo avrebbe tentato di ottenere un passaporto falso in cambio di soldi da una donna cubana, la stessa con la quale avrebbe trascorso la notte prima del triplice omicidio. Una ricostruzione ancora da confermare e sulla quale resta inoltre un buco di 24 ore. Tra i tanti punti da chiarire, il mistero su dove l’uomo abbia trascorso la giornata di venerdì, prima di andare a casa della famiglia nella borgata Ottavia dove è stato trovato e fermato sabato scorso. 

Secondo quanto per ora ricostruito, l’assassino avrebbe ucciso le due donne cinesi nell’appartamento di via Riboty, poi sarebbe andato a casa della terza vittima Martha Castano Torre in via Durazzo e quindi si sarebbe messo alla guida di una Toyota IQ e avrebbe avuto un incidente stradale sul raccordo anulare della Capitale. Quindi avrebbe preso un taxi per arrivare in zona Termini dove potrebbe aver incontrato l’amica cubana alla quale avrebbe chiesto aiuto per ottenere un documento falso.

Sono in corso le ricerche dell’arma del delitto che al momento non sarebbe stata ancora trovata. Il Messaggero aveva riportato oggi che nell’auto dell’uomo ritrovata in un deposito giudiziario sarebbe stato rinvenuto un coltello da cucina, ipotizzando potesse essere l’arma del delitto. Ipotesi per ora non confermata dagli inquirenti.

L’udienza di convalida del fermo per Giandavide De Pau, accusato di triplice omicidio aggravato, è stata fissata per domani nel carcere di Regina Coeli dove l’uomo si trova da sabato. Attesa anche l’autopsia sui corpi delle vittime per stabilire se le ferite possano essere state inferte con la stessa arma. (eg)