Home SPORT CALCIO Lazio da secondo posto, Sarri: “Ora la classifica non conta niente”

Lazio da secondo posto, Sarri: “Ora la classifica non conta niente”

VIA ROSELLINI 4 LEGACALCIO SEDE SERIE A SERIE B

È una Lazio da secondo posto, lanciatissima. Non si è fatta distrarre dai bagliori del derby. Col Monza ha rischiato un po’, poi si è fatta concreta e l’ha portata a casa con il primo gol in maglia biancoceleste di Luka Romero, il secondo più giovane ad aver segnato in Serie A. Sarri esulta, temeva un abbassamento di concentrazione dopo il derby vinto, non è stato così.

“A livello mentale era la partita più difficile, veniamo dalla gara di domenica che richiede tante energie mentali e nervose e il rischio del down energetico era altissimo. Infatti quando abbiamo alzato i ritmi e pressato siamo poi venuti fuori e l’abbiamo vinta”, ha detto Mau al termine della partita ai microfoni di Sky Sport. L’ultima sfida prima della lunghissima sosta è contro la Juve, servirà a blindare la classifica d’oro.

Per ora, però, Sarri non la guarda: “La classifica al momento non la guardiamo. Abbiamo vinto in una situazione in cui l’anno scorso avremmo avuto difficoltà. Se Immobile voleva entrare prima? Era distratto perché avevo solo uno slot a disposizione. Se ho ancora 20 minuti da giocare l’ultimo slot non me lo gioco per nessuno. Mentre negli ultimi minuti sì perché il rischio di rimanere in 10 per infortunio era limitato”.

Sarri ha svelato le indicazioni che ha dato alla squadra nell’intervallo: “A livello tattico ho detto solo che eravamo a  metà strada tra terzo e quinto e che non coprivamo la palla. Ci mancava qualche metro con i centrocampisti e con la linea per poter poi scivolare sul loro esterno. Sotto un altro punto vista ho detto che era una partita in cui dovevamo tirar fuori umiltà. Il Monza è una squadra che palleggia e devi accettare che ti mettano in difficoltà. Dovevamo essere ordinati e umili per poter trovare la palla in uscita per poi recuperare con continuità. L’appello era all’umiltà e all’applicazione”.

Su Romero: “Con me ha giocato anche a 16 anni perché l’anno scorso è entrato per qualche spezzone di partita. Non ne parlo molto perché è in un momento della carriera in cui meno se ne parla meglio è, dove se fai un gol ti senti già arrivato. Però il ragazzo ha la testa per poter fare un buon percorso”, ha concluso.

G.