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Expo 2030, la candidatura di Roma: “Occasione straordinaria per cambiare la città”

Il Presidente Sergio Mattarella incontra Roberto Gualtieri,Sindaco di Roma Capitale e Giampiero Massolo Presidente del Comitato per l’Expo,unitamente ad una delegazione del Comitato “Roma Expo” 2030

Roma ha presentato il dossier per la candidatura per ospitare l’Expo del 2030. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il sottosegretario agli Esteri Di Stefano e il presidente del Comitato Massolo sono volati a Parigi per presentare il dossier. Che, afferma in una nota l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia “è credibile e strutturato, in cui è tracciato non solo il progetto per Expo ma anche la nostra idea di sviluppo della città, soprattutto per quanto riguarda un quadrante straordinariamente importante come quello di Tor Vergata”.

Per l’assessore l’Esposizione universale rappresenta “l’occasione che l’Esposizione ci offre per cambiare Roma è, infatti, straordinaria: rammendare il centro con le periferie, risolvere le opere incompiute, migliorare la vivibilità dei quartieri e reinventare nuove direttrici di sviluppo, a partire da quelle legate alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio con il rafforzamento del ruolo dell’Università Tor Vergata, il recupero della Città dello sport e la valorizzazione del pregio ambientale dell’intero quadrante, sono gli obiettivi che ci siamo posti nella preparazione della candidatura”.

Il presidente del Comitato promotore Expo Roma 2030, l’ambasciatore Giampiero Massolo, dopo la consegna a Parigi del dossier al Bureau internazionale dell’Expo, ha spiegato che da oggi “comincia finalmente la competizione sulla qualità dei progetti e sulle idee, non soltanto sul fatto se un Paese offra o meno opportunità di collaborazione o commesse o altre opportunità di business. Siamo fiduciosi di non essere secondi a nessuno e di fare di qui fino a novembre 2023, quando 170 Paesi sceglieranno a voto segreto la sede dell’Esposizione del 2030, un grosso lavoro, confido, con successo”.

Ieri Gualtieri aveva affermato che “l’Expo deve diventare qualcosa che lasci un’eredità profonda: il progetto ha l’ambizone di lasciare un’eredità duratura e profonda non solo alla città di Roma ma anche a tutti i Paesi che parteciperanno, rigenerando un’area importantissima della città, riconnettendola con il resto di Roma e realizzando uno straordinario distretto dell’Università e della ricerca, della salute, del’innovazione, dello sport aperto ai cittadini e anche agli altri Paesi che vorranno continuare a lavorare in quest’area”.

G.