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Roma, caos dopo il progetto di riforma dei vigili urbani

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La riforma del corpo dei vigili urbani di Roma presentata in questi giorni dal comandante Ugo Angeloni non convince. Né il corpo stesso né tantomeno i sindacati. E nemmeno il Campidoglio, secondo quanto riporta il Messaggero. La riforma in questione, infatti, presentata in Campidoglio sotto forma di bozza è stata bocciata.

Prevedeva una moltiplicazione delle poltrone, specie per gli ufficiali, e l’accantonamento di alcuni gruppi, come il Pronto intervento centro storico. I cosiddetti Pics, fiore all’occhiello del corpo nell’era Veltroni-Alemanno-Marino, sono stati negli anni costantemente depotenziati fino alla bozza presentata da Angeloni che ne prevede addirittura lo scioglimento.

Nella riforma presentata dal comandante dei vigili urbani capitolini, inoltre, le competenze del gruppo Sicurezza pubblica ed emergenziale, quello che si occupava dei campi rom, regolari, tollerati e abusivi, e delle emergenze sociali, sono scomparse. Al gruppo sono stati assegnati generici compiti di «reparto attività esterne», stessa denominazione toccata ad altri gruppi.

Inoltre la bozza di riforma è stata criticata perché presenta confusione e sovrapposizione di uffici, oltre ad una autonomia ai gruppi territoriali che rischia di trasformarsi in anarchia. Una serie di fattori che hanno portato alla bocciatura della proposta di Angeloni: una riforma, se mai ci sarà, a queste condizioni dovrà aspettare.

G.