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Termovalorizzatore, ddl concorrenza e taxi. Tanti temi, unico denominatore: Palazzo Chigi

PIAZZA COLONNA PALAZZO CHIGI

Crisi di governo e termovalorizzatore. Crisi di governo e ddl concorrenza. Crisi di governo e questione taxi. Tanti temi, ma con l’unico denominatore proprio a Palazzo Chigi.

Per primo, il termovalorizzatore

Si parte dal termovalorizzatore. Che sia la causa, è una cosa che stanno affermando in molti. Purtroppo però va detto che ha semplicemente alimentato una crisi che già era in corso. La questione della gestione dei rifiuti è semplicemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quel vaso è esattamente il clima istauratosi tra l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier Mario Draghi.

Poi il Decreto Aiuti

Si passa poi al Decreto Aiuti. Diventato legge ormai, contiene la concessione da parte del Senato di poteri straordinari al sindaco Gualtieri per gestire la dismissione dei rifiuti della Capitale. Di fronte alle gravi criticità che rendono la città invivibile sotto il punto di vista del decoro, il Governo ha dato al commissario il potere di gestire l’intero sistema. Gualtieri durante la Festa dell’Unità del Municipio Roma XI ha annunciato  “l’apertura dei cantieri già tra un anno. Ci sarà un progetto e ci sarà una proposta.” Più volte Conte aveva sottolineato il suo essere contrario alla realizzazione dell’impianto. “Termovalorizzatore vuole dire fumi inquinanti, vuol dire scorie leggere e pesanti” ha ripetuto in varie occasioni. “Sarebbe bastato aggiungere al decreto la frase ‘impianti di nuova tecnologia ecosostenibili’ come avevamo suggerito – prosegue Conte – chi accetta questi impianti è ambientalista solo con i giardini degli altri, ecologista della domenica, noi siamo realmente ecologisti”.

Ultimi, ma non meno importanti, il ddl concorrenza e i taxi

Si arriva poi al ddl concorrenza e alla questione dei tassisti che, tra l’altro, fino a ieri sera alcuni di loro sono stati incatenati davanti a Palazzo Chigi. “Abbiamo fatto in questi due giorni – racconta un rappresentante sindacale dei taxi – incontri con diversi gruppi parlamentari. Il primo è la Lega che si è detta a favore dello stralcio all’articolo 10.  Anche Fdi è per lo stralcio . Abbiamo incontrato Fi, ha fatto valutazioni in questi giorni e ci ha confermato di chiedere lo stralcio . Poi abbiamo avuto incontri con il M5S , la loro posizione è per una riscrittura dell’articolo 10. Il Pd è a favore di più emendamenti, dallo stralcio alla riscrittura di alcune parti dell’articolo 10. Il Pd ci ha detto che farà un incontro di maggioranza per chiedere le intenzioni del governo”.

Confermato lo sciopero

Con la situazione che però il governo sta vivendo, la questione taxi è in pausa. Anche perché gli incontri e i lavori a riguardo, anche loro, sono in stand by al momento. Di sicuro, invece c’è lo sciopero del 20 e del 21 luglio. “Alla luce delle dimissioni presentate dal primo ministro Mario Draghi al Presidente Mattarella e da questo poi respinte, l’attività parlamentare, sia d’aula che di Commissione, è sospesa. Fermo restando che resta fissato lo sciopero per i giorni 20 e 21 luglio, rimarremo vigili sugli sviluppi dell’attività parlamentare, con particolare riferimento al Ddl Concorrenza”. Lo hanno dichiarato Ugl Taxi, Usb Taxi, Federtaxi Cisal, Unica Cgil, Uti, Fit Cisl, Tam, Claai, Satam, Or.sa Taxi, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Unimpresa, Ati Taxi, Associazioni Tutela Legale Taxi.