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Lazio, firmato il decreto per lo stato di calamità naturale: cosa cambia

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Piove poco e l’acqua scarseggia. Il problema riguarda gran parte dell’Italia, il Lazio non fa eccezione. Nella Regione, ne dà notizia l’Anbi, sono già scattate turnazioni e riduzioni della pressione. E l’obbligo, soprattutto per le zone più a rischio – come Bracciano e Trevignano – è quello di non sprecare l’acqua, pena una salata multa, anche fino a 500 euro.

Motivo per cui, come già annunciato nei giorni scorsi, il governatore del Lazio Zingaretti ha firmato attraverso la quale ha proclamato lo stato di calamità naturale. Nel testo del provvedimento si legge: “Lo stato di calamità naturale è previsto per l’intero territorio della Regione Lazio e fino alla data del 30 novembre”.

Poi la richiesta al governo: “Per la gestione dell’emergenza idrica e per il sostegno alle popolazioni e alle attività produttive sono indispensabili misure di natura straordinaria ed emergenziale. Occorrerà valutare la dichiarazione dello stato di emergenza, sulla base della evoluzione degli scenari di severità idrica in corso, provvedendo alla successiva trasmissione dei dati e del quadro dei fabbisogni per la verifica della sussistenza dei requisiti e dei presupposti al fine di fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale”.

Marco Crocicchi, sindaco di Bracciano, una delle zone più colpite dal fenomeno, ha precisato: “Allo stato attuale non esiste un’ipotesi di razionamento dell’acqua. Il gestore della rete idrica sta lavorando da mesi nell’ottica di una gestione ottimizzata delle pressioni su tutto il territorio comunale, per garantire a tutti il livello minimo necessario di fornitura idrica, senza interruzioni. L’efficacia di questa strategia richiede da parte di tutti un uso responsabile della risorsa. Per questo motivo è stata pubblicata l’ordinanza che fino al 30 settembre vieta ogni utilizzo improprio dell’acqua potabile”.