Home NOTIZIE ATTUALITÀ Gli ambientalisti bloccano ancora il Gra: la protesta continua

Gli ambientalisti bloccano ancora il Gra: la protesta continua

Ancora un blocco, sempre sul Grande raccordo anulare di Roma. Gli ambientalisti di Ultima generazione scendono ancora in strada. Intorno alla 7.15 alcuni attivisti hanno bloccato la strada all’altezza dell’uscita di Tivoli, sulla carreggiata interna. La manifestazione è durata circa mezz’ora e sono stati fatti passare solamente i mezzi di soccorso.
Sono volati insultai nei confronti degli attivisti, che hanno urlato “lo facciamo per i vostri figli”. La circolazione è stata ripristinata dopo l’intervento degli agenti della Polizia stradale di Settebagni.
Il motivo dell’ennesima protesta è spiegato dagli attivisti di Ultima generazione: “L’Italia sta diventando un paese arido. È ormai evidente che il clima mediterraneo, quello che il resto del mondo ci invidiava e spingeva da noi turisti da ogni parte del globo, è ormai sparito. Lo riconoscono i governatori delle Regioni alle prese con una siccità senza precedenti”.
Hanno poi aggiunto: “Lo ha detto esplicitamente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, due giorni fa, affermando quello che noi urliamo da mesi: l’emergenza climatica non è un problema del futuro, ma del presente”.

Due giorni fa gli attivisti avevano elencato gli effetti del cambiamento climatico negli ultimi giorni: “Nel corso degli ultimi giorni sono successe un po’ di cose:

– nell’arco di pochi giorni, il Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza per la siccità, e anche la Lombardia tra non molto ne seguirà l’esempio;

– le bombe di calore aumentano di intensità e frequenza, e anche in Europa si registrano temperature che superano i 40°;

– a causa dell’inverno mite e del clima secco delle ultime settimane che ne favorisce la proliferazione, la Sardegna si trova attualmente invasa come mai prima dalle cavallette, che contribuiscono alla rovina delle coltivazioni (già non messe benissimo a livello di acqua e caldo eccessivo, giusto per ricordare);

– gli incendi iniziano a scoppiare e, visto il terreno secco e la carenza d’acqua, sono sempre più difficili da spegnere e contenere;

– in molte città italiane si registrano blackout elettrici a causa dell’aumento dei consumi e dal calore che mette sotto stress le reti degli impianti;

– e poi ci sono alluvioni che scaricano volumi d’acqua pari a mesi di piogge (come è appena successo al Parco di Yellowstone), causando crolli e pericoli”.