Home SPORT CALCIO Lazio, Tare risponde a Lulic: “Ferito dalle sue parole”

Lazio, Tare risponde a Lulic: “Ferito dalle sue parole”

IGLI TARE

È un botta e risposta a distanza, nel tempo e nello spazio. Lulic, dopo un anno di silenzio, torna a parlare e punge la Lazio. Dalla Svizzera, dove ora vive, parla di tradimento, dopo essere diventato uno dei simboli della società. A poche ore di distanza, da Roma, risponde Tare:Quella parola, tradito, mi ha ferito, non è giusta. Non lo è per i dieci anni che Senad ha trascorso nella Lazio”, dice il ds in un’intervista esclusiva al Corriere dello Sport.

Aggiunge Tare: “Non lo è per i dieci anni che Senad ha trascorso nella Lazio, per la fiducia e i contratti rinnovati più volte, per il rapporto che ho sempre avuto con lui, di grande correttezza e chiarezza: ha un carattere particolare, simile al mio, è uno che le cose le dice in faccia, anche le meno piacevoli”.

Quello di Lulic è stato uno sfogo da uomo ferito, ma per Tare “nell’intervista mancano pezzi fondamentali”. E fornisce la sua versione: “Penultimo anno di Simone alla Lazio, il contratto di Senad è scaduto. Lui ha già trasferito la famiglia in Svizzera, è lì che vuole vivere. Prendiamo un caffè, lo informo che la società è pronta a offrirgli un altro anno”.

Dopo la gara con il Sassuolo c’è un nuovo confronto: “Gli dico che mi è giunta voce di una sua trattativa con un club svizzero, se non sbaglio lo Zurigo, e lui risponde che non c’è e non ha nulla. La società non sa ancora se Simone rimarrà o meno e la programmazione è condizionata proprio dalla permanenza dell’allenatore”.

Poi arriva l’addio di Inzaghi e le cose cambiano: “Il 30 giugno, sempre al telefono – racconta Tare – spiego a Senad che la società ha intenzione di avviare un percorso di ringiovanimento, la nostra è la squadra più vecchia della serie A, e nel suo ruolo c’è l’intenzione di prendere uno più giovane di otto anni. Tuttavia gli anticipo che non appena riapriranno gli stadi la società organizzerà una cerimonia all’Olimpico per salutarlo degnamente davanti alla sua gente. Lui è nella storia della Lazio e lo sarà per sempre. Risponde ‘grazie, non voglio niente’. Insisto, ma non sente ragioni, reagisce di pancia”, conclude il ds della Lazio.