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Il professore della Sapienza e la seconda laurea presa solo con una manciata di esami (grazie a un omonimo): “Una situazione kafkiana”

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“Una situazione kafkiana”, così definisce la sua (incredibile) storia Sergio Barile, professore di Economia della Sapienza che si è laureato anche in Fisica dando solo una manciata di esami. Il motivo? Un omonimo del professore, nato lo stesso giorno e nello stesso anno, si è iscritto, come il dottor Barile, alla facoltà di Fisica nel 2003.

Succede quindi che mentre il professore dà una manciata di esami, l’altro Barile, un fuoricorso, riesca a darne tutti, gradualmente. Arriviamo quindi all’attualità: l’università chiama il docente di Economia e lo avverte che può presentare la tesi di laurea. Lui, segnalato il clamoroso abbaglio, si sente dare rassicurazioni dall’ateneo e decide così di presentare la sua laura di tesi.

Scoperta l’anomalia, però, il professore è finito sotto processo ed è stato rinviato a giudizio per induzione in falsità ideologica. Intervistato da Repubblica, Barile spiega così l’errore del quale è accusato di aver approfittato: lo zampino “ce l’hanno messo tutti, compresa la casualità. Lo scambio di persona è avvenuto non solo perché abbiamo lo stesso nome e perché siamo nati nello stesso giorno, ma il mio omonimo si è iscritto fuori corso nello stesso giorno in cui io mi sono iscritto al corso di laurea in Fisica. Non solo: proprio in quei mesi il cervellone della Sapienza è migrato da un sistema informatico a un altro. È una situazione kafkiana, capisce?”.

Continua il suo racconto: “Sì, mi ha chiamato (l’università ndr), poi mi ha querelato e si è costituita parte civile. L’università mi dice: tu non potevi non sapere. E invece sono stati loro a dirmi come avrei potuto risolvere la questione, pagando anche le tasse arretrate. Io ho pagato 7.500 euro per mettere a posto la mia posizione, una cifra forfettaria indicata dall’istituto, e a quel punto ho potuto sostenere l’esame di laurea, preparando una tesi sulla fisica delle dinamiche sociali”.