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Vaiolo delle scimmie, gli esperti assicurano: “Guarigione in tre settimane senza strascichi, non c’è rischio epidemia”

VEDUTA DELL'INGRESSO DELL' OSPEDALE LAZZARO SPALLANZANI

È stato identificato a Roma, all’ospedale Spallanzani, il primo caso italiano di vaiolo delle scimmie. Il paziente è un giovane di ritorno dalle Canarie. Le sue condizioni sono buone, la malattia, fa sapere l’Istituto superiore di Sanità, si risolve spontaneamente in circa due settimane+ con riposo e senza terapie. 

Altri due casi sospetti sono sotto esame sempre allo Spallanzani. In Europa circa venti contagiati erano già stati isolati tra Spagna, Portogallo e Regno Unito. “Non è una malattia nuova, al momento l’anomalia è l’elevato numero” in alcuni paesi europei, fa sapere il microbiologo Andrea Crisanti al Corriere della Sera. 

Al tempo stesso gli esperti concordano nel dire che non esiste un rischio di epidemia, anche se il livello di allerta rimane alto. Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva principalmente diffusa in Africa nelle scimmie e in alcuni rari casi può passare da animale a uomo. Successivamente la trasmissione può avvenire da individuo a individuo, per via aerea, attraverso piccole lesioni della pelle o attraverso le mucose.  

I sintomi più comuni sono febbre alta, dolori muscolari e l’ingrossamento dei linfonodi del collo. Dopo alcuni giorni è comune la comparsa sulla pelle di bolle e macchie. La malattia guarisce spontaneamente nel giro di un mese e nella maggior parte dei casi non lascia strascichi. È molto meno grave del vaiolo umano, eradicato nel 1980, anche se tra le due malattie ci sono alcune similitudini. L’Oms, Organizzazione mondiale della Sanità, ha precisato che il vaiolo delle scimmie “spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono entro 14-21 giorni e non è molto contagiosa tra gli uomini”.