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Peste suina a Roma, pronto il piano per l’abbattimento dei cinghiali

ANIMALI FAUNA CINGHIALE

L’obiettivo è chiaro da tempo: la peste suina va contenuta all’interno della zona rossa. In questo senso è scattato il piano anti-Psa nel Lazio. L’ordinanza, firmata a inizio settimana, ha dato impulso a un nuovo schema. La zona rossa è stata allargata e comprende 123 chilometri quadrati intorno al parco dell’Insugherata, oltre a un’area vicina al parco di Veio. Da lì nessun suino selvatico dovrà uscire per evitare che il virus si diffonda altrove.

Il secondo passo è quello della depopolazione dei cinghiali, che avverrà attraverso un abbattimento selettivo. Ci vorrà circa un mese per mettere a punto ogni dettaglio, ma il piano è stato già studiato dalla cabina di regia. Gli abbattimenti avverranno prevalentemente di notte lungo l’area di confine. Le squadre di cacciatori reclutate saranno dotate di visori notturni e rivelatori di calore.

I cinghiali verranno addormentati e poi soppressi. Le carcasse verranno poi smaltite dal servizio dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio. Inoltre, la cabina di regia ha predisposto “la ricerca attiva di carcasse di suini selvatici su base settimanale” all’interno della zona rossa, dove ogni attività è stata regolamenta dall’ultima ordinanza.

“Sarà una battaglia lunga – ha annunciato il sottosegretario alla salute Andrea Costa – sappiamo che i tempi per combattere questa infezione sono lunghi affinché la zona rossa individuata possa essere considerata sicura, dovranno trascorrere almeno 12 mesi dalla prima infezione accertata. Sarà una battaglia lunga ma abbiamo messo in campo tutti gli strumenti necessari”, ha spiegato.