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Guerra in Ucraina, Fornaciari (Green Atlas): “Una tragedia ma i media raccontano male”

Alessandro Fornaciari alla stazione di Leopoli

“Sto con gli ucraini ma alcuni avvenimenti in Italia sono raccontati male. Credo che ci sia un interesse da parte del nostro paese di omettere determinate informazioni o, quantomeno, di ingigantirne alcune per giustificare la posizione presa in questo conflitto. A Mariupol i residenti stessi dicono che a bombardare sono stati gli ucraini, e non i russi, per una precisa strategia”. Così Alessandro Fornaciari, fondatore dell’associazione di volontariato Green Atlas di ritorno da una missione umanitaria in soccorso alla popolazione umanitaria, ai microfoni di Radio Roma racconta la situazione bellica in Ucraina e le ambiguità con cui il conflitto viene raccontato dai media di entrambi gli schieramenti.

“I russi bombardano obiettivi militari”
Ospite della trasmissione “Primo Mattino”, condotta da Andrea Candelaresi, Fornaciari si è detto stupito di fronte alle modalità con le quali i media nostrani raccontano quanto accade sul campo ucraino. Il giovane volontario, che ha più volte precisato di condannare l’invasione russa e la politica di Putin e di essere al fianco degli ucraini, era a Leopoli durante il primo bombardamento nei dintorni della città: “Ero sulla strada che si dirigeva verso la città mentre bombardavano e ho visto delle scene bruttissime – ha raccontato in diretta -. Tuttavia i bombardamenti che i russi fanno sulle città non sono su obiettivi civili, nonostante a volte i media cerchino di far passare questo messaggio: sono tutti bombardamenti ad obiettivi mirati, anche perchè non vengono effettuati con artiglieria ma con aerei o, se da terra, con missili intelligenti. Quando colpiscono degli obiettivi civili avviene per due motivi: uno, più raro, avviene per errore della calibrazione missilistica, quello più comune invece è la deviazione del missile”.

Il dramma di Mariupol e i racconti dei residenti
Nel corso della trasmissione il volontario è tornato anche su una delle battaglie più drammatiche del conflitto: “Non sono stato fisicamente a Mariupol – precisa Alessandro Fornaciari – però ho chiaramente parlato con tantissime persone ucraine, anche dell’esercito che si trova nei pressi di Mariupol, e posso assicurarvi che il sentimento comune è quello di ritenere che a distruggere la città non siano stati i militari dell’esercito russo quanto quello ucraino o, almeno, il battaglione Azov che si trova sul territorio. A detta dei cittadini, coloro che hanno bombardato con l’artiglieria e che hanno raso al suolo la città di Mariupol non sono stati i russi, bensì gli ucraini”. Ma quale senso avrebbero operazoni di questo tipo? “La teoria che mi sono fatto io – ha spiegato in diretta Alessandro Fornaciari – e che diverse persone sul posto mi hanno detto è che Mariupol è una zona importante e di collegamento tra il Donbass e i territori già occupati della Crimea; se i russi riuscissero a garantirsi questo collegamentp, per l’Ucraina sarebbe un dramma anche perchè staccherebbe l’Ucraina dal mar d’Azov e quindi la strategia adottata sarebbe stata quella di radere al suolo tutto, al fine di ridurre e rallentare l’avanzata russa”.
Una ricostruzione inusuale rispetto al racconto abituale della guerra, che per il volontario reduce dalla missione umanitaria in Ucraina andrebbe raccontato per spiegare all’opinione pubblica la complessità del conflitto: “Ci sono delle persone ucraine – ha concluso Alessandro Fornaciari – che vengono pagate dall’esercito [russo; ndr] per recarsi in loco prima dei bombardamenti. Una volta che il missile cade, la loro missione è quella di fotografare il punto di caduta del missile per poi riportare ai contatti che hanno, ai funzionari russi, che hanno azzeccato la mira”.