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Covid, chiusi 21 punti prelievo per tamponi: personale senza green pass e zero controlli sui documenti

Personale senza Green pass, tamponi rapidi inaffidabili e poche verifiche sui documenti di identità di chi si sottoponeva ai test per la ricerca del Covid. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas che negli ultimi 30 giorni hanno controllato a tappeto 1.360 farmacie e centri di analisi. Trovando irregolarità in 170 punti prelievo, oltre 12% del totale.

Chiusi 21 punti di prelievo per i tamponi rapidi. Nei centri c’erano tamponi e kit reagenti non regolari, e quindi a rischio di dare risultati sbagliati. In una farmacia di Roma i Nas hanno sequestrato 450 test rapidi irregolari, per un valore di 7.000 euro e denunciato il titolare.

Durante i blitz in tutta Italia è stato trovato inoltre personale non qualificato o senza Green pass al lavoro anche negli androni dei palazzi e nei sottoscala aumentando così la possibilità di contagio. In altri centri le persone sottoposte a test non venivano identificate né registrati i risultati del tampone sulla piattaforma sanitaria informatica.

A far scattare le verifiche dei carabinieri è stato proprio il fenomeno dei “falsi positivi” ovvero quei furbetti già risultati positivi al Covid che si presentano per fare il tampone con la tessera sanitaria di un amico “no vax” facendogli ottenere così il “green pass” per guarigione.