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Scuola, caos totale con le nuove norme: fra Asl e presidi è “scaricabarile”

Se c’è un settore su tutti che, in questa fase della pandemia, sta vivendo con sofferenza smisurata la propria gestione è quello della scuola. Le nuove regole per assicurare il più possibile la presenza in classe sembrano, al riavvio delle lezioni, produrre più confusione che soluzioni arrivando a mettere uno contro l’altro dirigenti scolastici e Asl. Al momento infatti appare quanto mai difficoltosa l’applicazione delle nuove norme su tracciamento, testing, decisioni su dad e presenza in classe, e così è in atto un vero e proprio “scaricabarile” fra le parti. Da un lato, i numeri vertiginosi sui contagi hanno portato le Asl a chiedere l’aiuto dei presidi con le mansioni di tracciamento, e isolamento di studenti e classi. Dall’altro, i dirigenti scolastici si sono visti impossibilitati a svolgere questo lavoro, ritenuto complicato ed impegnativo, al punto da impedire l’ordinario svolgimento del proprio ruolo. Con le nuove regole, ad esempio, essere vaccinati o meno determina, nel caso di due positivi in classe, se si resta in classe o si va in dad: per i presidi, sono le Asl a dover intervenire perche a tutela della privacy, la scuola non può chiedere chi si è vaccinato e chi no; secondo la Asl invece in base alla circolare interministeriale dell’8 gennaio le scuole sono abilitate, in questo caso specifico, a conoscere lo stato vaccinale degli studenti. L’impressione generale è che nel nuovo impianto normativo vi siano troppi se e troppi ma: e a Roma, con oltre duemila scuole e più di mezzo milione di studenti da gestire il rischio di ingolfare il meccanismo è altissimo.