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Lazio, venerdì atteso il picco di ricoveri. Ma D’Amato esclude la zona arancione

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Nel Lazio il picco dei ricoveri è atteso per venerdì. Giorno in cui, secondo dirigenti sanitari della Regione, ci sarà un’impennata della richiesta di posti letto. Il rischio è quello di superare anche la soglia di occupazione in area medica che per ora tiene lontano il Lazio dalla zona arancione. Con i 60 ingressi in ospedale di ieri la percentuale è arrivata al 29%, appena un punto sotto la soglia critica.

Gli altri indicatori sono stati superati da tempo: l’occupazione in terapia intensiva è arrivata al 22% e l’incidenza ampiamente al di sopra dei 150 positivi ogni 100.000 abitanti. A tenere lontano il passaggio del Lazio nella fascia di rischio più alta è l’assessore alla Sanita Alessio D’Amato, che ha escluso il cambio di colore a partire da lunedì. Il rischio arancione però è vivo, e non è da escludere che il passaggio possa avvenire nelle prossime settimane.

La contromossa studiata finora dalla Regione per evitare il cambio di colore è aumentare i posti letto in base alla percentuale d’occupazione, in modo da tenersi sempre al di sotto della soglia critica. Una misura utile a guadagnare tempo, ma la pressione sugli ospedali aumenta e se dovesse confermarsi a questi livelli anche nei prossimi giorni, l’arancione diventerebbe inevitabile.

Per far spazio alla sempre più crescente richiesta di posti letto per i pazienti Covid, alcuni ospedali di Roma sono stati costretti ad adottare misure drastiche. Il San Camillo negli ultimi dieci giorni ha dovuto traslocare in altri reparti alcuni malati oncologici, stessa sorte toccata ai pazienti del San Giovanni Addolorata ricoverati nel reparto di Urologia.

I prossimi giorni saranno una corsa contro il tempo: l’obiettivo è quello di ridurre le ore di attesa nei pronto soccorso, per snellire le procedure di ricovero dei pazienti Covid. Per riuscirci c’è bisogno di ampliare gli spazi fisici, che alcuni ospedali potrebbero recuperare riaprendo reparti dismessi nel tempo chiusi.