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Scuola, ritorno problematico: nel Lazio mancano i docenti

PRIMO GIORNO DI SCUOLA AL LICEO ISACCO NEWTON DI ROMA STUDENTI RIAPERTURA DELLE SCUOLE CLASSE AULA BANCHI LEZIONE

La campanella per il rientro a scuola è suonata puntuale stamattina, ma le classi si sono riempite a singhiozzo. Lo scenario ipotizzato da presidi e molti governatori di Regione a pochi giorni dal ritorno in aula ha preso corpo: l’impennata di contagi Covid ha decimato i ranghi del personale scolastico, tra docenti e collaboratori costretti a casa in quarantena perché contagiati dal Covid o entrati in contatto con un positivo.

E a poco è servito ogni tentativo di far quadrare i conti: molte scuole del Lazio hanno ripreso con orari ridotti e in alcuni casi con la didattica mista, con una parte di studenti in classe e gli altri a casa in Dad. Secondo una prima stima dell’associazione presidi del Lazio in ogni istituto della Regione mancano all’appello circa 10 docenti, e trovare un supplente in tempi brevi non è così semplice.

A peggiorare le cose le numerose assenze anche tra gli studenti: al 7 gennaio, secondo Assopresidi, erano già 10mila quelli in isolamento causa Covid. E la mancanza di uno screening capillare prima del ritorno tra i banchi potrebbe favorire l’aumento dei contagi. Tra gli studenti assenti vanno annoverati anche quelli rimasti a casa per volontà dei genitori, spaventati dall’impennata dei contagi e quelli rimasti fuori dalle scuole per protestare per i loro diritti.

Il ritorno a scuola è accompagnato da nuove regole: non cambia la situazione per nidi e asili: basta un solo contagiato per mandare tutti gli alunni in Dad. Le cose cambiano invece per la scuola primaria: con un contagiato scatta l’auto sorveglianza, un tampone subito e un altro dopo cinque giorni. Con due casi invece si va in didattica a distanza per 10 giorni. Alle medie e alle superiori con un contagiato si rimane tra i banchi con l’obbligo di mascherina Ffp2, con due scatta la Dad solo per i non vaccinati o per chi è immunizzato o guarito da oltre quattro mesi. Con tre contagiati la didattica a distanza scatta per tutti.