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Roma, la protesta per il clima non si ferma. Attivisti bloccano la tangenziale Est

Michele Giuli: “La maniera in cui protestiamo è assolutamente non violenta. […] Questo ci permetterà di far sì che l’incoraggiamento di massa [...] diventi anche un’espansione e un incoraggiamento alla democrazia, al dialogo, al rispetto e all’amore reciproco.”

Terzo giorno di blocco stradale messo in atto dagli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion, ma questa volta sulla tangenziale est, in via del Foro Italico. Dalle 10.45 il passaggio delle auto è stato interrotto per una ventina di minuti da cinque attivisti seduti sulla carreggiata, proseguendo così la campagna “Ultima Generazione – Assemblee Cittadine ORA!” di Extinction Rebellion. Due le richieste: l’indizione di un’assemblea dei cittadini istituita entro fine 2022 per discutere e deliberare su ciò che va fatto urgentemente in Italia per contrastare la crisi climatica ed ecologica e l’ottenimento di un incontro con i rappresentanti del popolo italiano.

Michele Giuli, cittadino della campagna “Ultima Generazione – Assemblee Cittadine Ora!”, ha approfondito per Radio Roma queste due richieste:

“Un’assemblea dei cittadini è essenzialmente un processo a cui partecipano cittadini estratti a sorte che rappresentano differenti campioni della popolazione per rispettare ad esempio la parità di genere, per rispettare la presenza di tutte le classi di reddito o di etnie o ogni marginalità. Questi cittadini estratti a sorte hanno modo di dibattere sulle soluzioni da prendere attraverso un processo guidato da esperti di facilitazione, da scienziati, da portatori di interesse. […] La seconda richiesta invece è quella di poter incontrare i seguenti rappresentanti del popolo italiano Mario Draghi, Roberto Cingolani, Stefano Patuanelli, Andrea Orlando, Giancarlo Giorgetti e Mara Carfagna.”

Dietro queste azioni c’è la voglia di discutere e confrontarsi su quella che è la situazione in cui versa l’Italia attraverso un dibattito pubblico, franco ed onesto.

“Il motivo per cui protestiamo è che la situazione italiana è devastante. Le prime persone che ci rimetteranno sono quei milioni di italiani che sono in stato di povertà assoluta o relativa, sono soprattutto le popolazioni del Sud Italia che vedranno aumentare quell’ingiustizia sociale che è il divario tra nord e sud e che loro pagano già da tantissimi anni. Questo perché l’Italia è devastata dagli eventi climatici estremi. Quest’anno è stato il peggiore anno della storia dell’agricoltura italiana. Abbiamo perso l’80 % dell’olio, il 95% del miele, ¼ della frutta. Se non dipendessimo da un sistema globale di scambio di cibo, tantissimi italiani starebbero morendo di fame in questo preciso momento.”

Alla domanda se avessero avuto dei riscontri, la risposta è stata la seguente:

Finora non abbiamo avuto nessun riscontro. Abbiamo telefonato circa 15 giorni fa per annunciare che se non ci fosse stata una risposta entro due settimane avremmo intrapreso azioni di disobbedienza civile. Poi abbiamo mandato una lettera a tutti i ministri che vi ho detto precedentemente giustificando perché volessimo parlare con ognuno di loro, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta e quindi continueremo.”

L’azione di oggi segue altri due blocchi stradali del 6 e del 7 dicembre, dove le persone fermate hanno ricevuto pesanti sanzioni, ma gli attivisti tengono ben salde le loro richieste. Anche se coscienti dei rischi che stanno correndo e a cui vanno incontro, hanno annunciato che continueranno sostenendo la loro causa. Le misure che sono state prese sono misure definite repressive e spropositate secondo gli attivisti e le attiviste. Si parla di 10 fogli di via dalla Capitale fino ad un anno e mezzo, 15 denunce e 7 sanzioni che però non demordono gli animi.

La maniera in cui protestiamo – continua Michele Giuli – è assolutamente non violenta. […] Questo ci permetterà di far sì che l’incoraggiamento di massa che verrà dal movimento non violento diventi anche un’espansione e un incoraggiamento alla democrazia, al dialogo, al rispetto e all’amore reciproco.”