Home NOTIZIE Roma, Covid a scuola: caos falsi positivi. Sulla Cassia schiuso un istituto

Roma, Covid a scuola: caos falsi positivi. Sulla Cassia schiuso un istituto

PRIMO GIORNO DI SCUOLA AL LICEO ISACCO NEWTON DI ROMA STUDENTI RIAPERTURA DELLE SCUOLE CLASSE AULA BANCHI LEZIONE

Diciannove studenti positivi, e un numero destinato a crescere. Nell’istituto comprensivo Via Cassia 1694, a Roma, si è registrato il cluster Covid più grande dalla ripresa dell’attività scolastica. Tanto che, per la prima volta quest’anno, una scuola del Lazio è stata costretta a chiudere. L’allarme è scattato la settimana scorsa, quando un’insegnante è stata trovata positiva al Covid.

Sono partiti subito i test nelle quattro classi in cui la donna insegna: diciannove i casi riscontrati. Troppi per salvare la didattica in presenza, nonostante l’entrata in vigore del protocollo più soft per scongiurare le quarantene. Circa mille studenti non potranno entrare a scuola fino a giovedì, e la circolare firmata dal preside dell’istituto precisa che non sarà garantita la continuità didattica in Dad.

Quello della scuola di via Cassia è solo l’ultimo caso di positività all’interno di istituti scolastici, ma il Lazio fa i conti con l’aumento dei casi Covid in classe già da diverso tempo. E a peggiorare le cose c’è anche l’alto numero di falsi positivi che manda in tilt il sistema. Il nuovo protocollo prevede infatti che l’intera classe venga sottoposta a test rapidi non appena si riscontri una positività di uno degli alunni.

Una corsa al tampone che rischia però di generare falsi positivi. La media in questo senso è alta, fanno sapere i dirigenti scolastici: su 10 alunni riscontrati positivi, 3 si rivelano poi non esserlo. A Roma, su 800 classi finite in Dad, 150 sono tornare subito tra i banchi proprio per casi analoghi. Un problema che potrebbe essere risolto utilizzando solo tamponi molecolari. Ma al momento il protocollo non prevede tale eventualità, e in attesa di possibili modifiche i presidi delle scuole non possono fare molto.