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Critiche alle canzoni e all’abbigliamento: contro i Maneskin pure i Cugini di Campagna

I Maneskin non inventano proprio nulla! La loro musica è quella dei padri o, considerata l’età di Mick Jagger e quella dei quattro ragazzi romani, dei nonni del rock. Le mosse sul palco, dicono i boomers, le abbiamo viste mille volte. E ora pure il look scelto per la loro esibizione americana a Las Vegas, insieme ai Rolling Stones, è lo stesso di quello dei ben più ruspanti Cugini di Campagna.

L’attacco al look della band via social
L’accusa del plagio del look arriva da Nick Luciani, storica voce dei Cugini di Campagna, dopo aver visto Damiano indossare una tutina aderente a stelle e strisce, simile simile a quella da lui indossata tante volte durante i concerti: “Fate qualcosa di meglio, come noi abbiamo fatto con la vostra Zitti e buoni”, hanno scritto i membri del gruppo per punzecchiare i Maneskin, riferendosi alla cover eseguita qualche settimana fa a una festa di paese. Un’accusa, quella lanciata sui social dal celebre gruppo di “Anima Mia”, che desta scalpore perché arriva a pochi giorni dal clamore mediatico per la trionfale esibizione dei quattro giovani romani al concerto americano: “I Maneskin si sono esibiti negli Usa, prima dei Rolling Stones, IMITANDO, nel vestire I Cugini di Campagna. BASTA COPIARE I NOSTRI ABITI”, tuona il gruppo dei fratelli Michetti. E a sostegno della loro tesi, sui profili social della band, sono state pubblicate foto che mettono a confronto i look (in particolare un abito a stelle e strisce indossato dal cantante Nick Luciani con quello indossato da Damiano a Las Vegas), scatenando così inevitabilmente anche l’ironia dei social.

I precedenti tra plagi e ispirazioni
Così, dopo il caso di Al Bano contro Michael Jackson (reo di aver copiato una canzone del cantante salentino), il mondo della musica mondiale viene scosso da un nuovo attacco. Vuoi per una canzone, o un semplice passaggio musicale, che ricorda tremendamente un altro brano del passato oppure – come in questo caso – per un look fuori dall’ordinario che richiama altri eccentrici personaggi. Tutte polemiche che infiammano per giorni giornali, telegiornali e social fino ad esaurirsi con il passare del tempo. Del resto, si sa, nella musica non si inventa nulla: le note sono sette e i look si ripetono sempre uguali a se stessi, come ben sanno Renato Zero e Bobby Solo che senza David Bowie e Elvis Presley sarebbero probabilmente saliti sul palco vestiti come dei travet. O come sanno bene Elio e le storie tese che qualche anno fa sul palco dell’Ariston si dipinsero di argento come i membri dei Rockets. Non s’inventa nulla, ma tutto si trasforma. E allora zitti e buoni, cari Cugini, e godetevi il successo di quattro giovani bravi e energici. Anche se, forse, poco originali.
Pier Paolo Bonelli