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Scuola, le criticità del primo mese fra orari scaglionati, doppi turni e studenti disabili a casa

È già tempo di bilanci sul mondo della scuola dopo poco più di un mese dall’inizio delle lezioni. Con l’obiettivo di assicurare finalmente l’istruzione in presenza, i tanti sforzi messi in campo per adottare le soluzioni e le strategie più efficaci lasciano purtroppo parecchio malcontento. Il disagio principale, per il quale gli studenti non hanno lesinato azioni di protesta, rappresentato dall’ingresso scaglionato e le lezioni prolungate al pomeriggio: sull’altare dell’istruzione ad essere sacrificato è il tempo libero, con le attività sportive o extrascolastiche ridotte all’osso. L’uscita dalle classi alle 15,40 diventa poi pesantissima per i pendolari, che complici i problemi del trasporto pubblico rientrano a casa troppo tardi. E un mese non è bastato per normalizzare la situazione del corpo docenti: 700 sono le cattedre ancora vuote, e come sottolinea l’Associazione Nazionale Presidi vi sono istituti che paradossalmente hanno più insegnanti di quelli necessari. Nel calderone c’è poi la difficile situazione della Tundo, società a cui è affidato il trasporto degli alunni disabili. Le difficoltà dell’azienda, tra mezzi fatiscenti, senza carburante o senza assicurazione si traducono in 4000mila alunni a casa e sindacati che chiedono alla nuova amministrazione Gualtieri di porre rimedio in fretta.