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Roma, 70 nuovi bus Atac fermi: manca il saldo dell’ultima rata

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Sono nuovi, moderni, pronti a scendere in strada. Al momento però sono fermi in un capolinea della periferia romana, a Monterotondo, con i motori spenti. I nuovi 70 bus Atac, ibridi e a basso impatto ambientale, non possono integrare la stanca e malridotta flotta di mezzi pubblici che ogni giorno fatica a trasportare i romani.

I 70 mezzi fermi fanno parte della flotta di 100 nuovi mezzi annunciata dalla sindaca Raggi a giugno. Di questi, solo 30 hanno integrato i bus in strada, gli altri sono in attesa del via libera ormai da cinque lunghi mesi. L’Atac deve infatti saldare l’ultima rata, equivalente al 20% della spesa totale, che ammonta a 20 milioni di euro. Fino ad allora i bus rimarranno fermi a Monterotondo.

La municipalizzata, da sola, non riesce però a saldare il disavanzo. Il Covid ha svuotato le tasche dell’azienda, che ha visto calare vertiginosamente gli incassi dei biglietti. A regime ordinario l’Atac guadagnava circa 22 milioni al mese dai ticket, con la pandemia si è scesi fino ad 8. Ora si viaggia al ritmo di 13 milioni al mese, comunque pochi rispetto al passato.

Senza l’aiuto del Comune o dello Stato, i 70 bus nuovi di zecca rischiano di rimanere a motore spento per altro tempo. L’Atac aspetta ancora dallo Stato l’ultima tranche di ristori del 2020: 20 milioni che basterebbero a saldare l’ultima rata. E per quanto riguarda l’anticipo da 40 milioni chiesto al Comune è ancora tutto fermo. In attesa che si sblocchi la situazione i romani dovranno accontentarsi di mezzi vecchi quasi 20 anni, prossimi alla rottamazione.