Home NOTIZIE CRONACA Viterbo, bimbo tolto alla madre dal tribunale: ora è un caso politico

Viterbo, bimbo tolto alla madre dal tribunale: ora è un caso politico

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL LAZIO TAR

Sottratto alla madre con forza, e divenuto suo malgrado l’emblema di un vero e proprio caso politico: è la storia di un bambino di Viterbo, che ha ha suscitato clamore nell’opinione pubblica, a livello nazionale, aprendo anche un dibattito politico. 7 anni, affetto da problemi di salute, con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine è stato sottratto alla madre, 40enne, in attesa di essere trasferito in una casa famiglia. Il tutto per un contenzioso per l’affido in corso e l’accusa di comportamenti giudicati alienanti, nei riguardi della donna.

Al centro della questione c’è la Pas, la sindrome da alienazione genitoriale, negli ultimi mesi riconosciuta dai tribunali dei minori come motivazione per togliere i figli alle madri durante le cause di separazione e di affidamento tra genitori, osteggiata da diversi centri antiviolenza e associazioni. La donna, che in passato aveva denunciato più volte il suo ex marito per violenza e maltrattamenti, dopo varie archiviazioni aveva deciso di trasferirsi in Veneto portandosi dietro il figlio anche per fornirgli maggiore assistenza sanitaria a fronte dei gravi problemi di salute da cui è affetto.

Lo spartiacque della sottrazione del bambino alla madre, è stata condannata con forza da diversi soggetti politici come la senatrice del Pd Valeria Valente, dal 2018 presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, da sempre in prima linea contro l’alienazione genitoriale.
Diversi si interrogano sulla modalità della sottrazione, e sugli esiti di una vicenda traumatica, in primis, nei riguardi del bambino.

“Purtroppo un altro bimbo è stato prelevato con la forza, da casa sua, perché è in corso un contenzioso per l’affido – ha scritto la senatrice dem in un post su Facebook -. E’ stato strappato alla madre, alla sua vita. La donna, che ha lottato perché questo non accadesse, ancora una volta a fronte di comportamenti che ha messo in atto per tutelare il figlio è stata giudicata ‘alienante’ e quindi meritevole di perdere la custodia. Questo ragazzino, in aggiunta, soffre di epilessia e a tutt’ora se ne sono perse le tracce. E’ inaccettabile che un bambino venga prelevato con la forza dalla sua casa perché conteso tra i genitori. Proprio per questo, come Commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio, stiamo studiando come intervenire per evitare che avvengano altri terribili episodi come questo, che si configurano come violenti e traumatici per i bambini”.