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Rifiuti, Albano Laziale non si arrende. Ecco le soluzioni alternative

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Sarà Albano Laziale a salvare Roma dalla spazzatura. Questo, per i prossimi tre mesi, cento giorni circa oltre i quali anche gli 87mila metri cubi di Roncigliano non basteranno.

Dopo, la questione rifiuti sarà già un problema del prossimo sindaco, che all’insediamento avrà subito la peggiore gatta da pelare. Ma anche se il percorso sembra ormai segnato, con l’apertura di Roncigliano prevista per giovedì, non tira certamente una bella aria.

Il sindaco di Albano Massimiliano Borelli è sul punto di fare ricorso al Tar contro le ordinanze della Città metropolitana, con la Raggi che teme di dover rifare tutto daccapo. D’altra parte la soluzione Albano è osteggiata anche dal governatore Nicola Zingaretti.

Si lavora quindi sempre alle strade secondarie: una è legata alla speranza di riaprire il sito della Mad di Valter Lozza, l’altra, ultima spiaggia, è l’ipotesi di una nuova location a Magliano Romano che però è a sua volta pronta a dare battaglia.

Intanto, dalla Città Metropolitana vengono forniti a Regione e Ministero i nomi delle poche zone adatte a creare la discarica, perché libere da vincoli ambientali. Si tratta di Cerveteri e Fiumicino, più alcune aree tra Tivoli e Subiaco e la zona fra Nerola e Rignano, territori però montuosi e complicati per il transito dei camion.