Home NOTIZIE CRONACA Traffico a Roma, ogni anno buttiamo complessivamente 21 giorni di vita ‘incolonnati’

Traffico a Roma, ogni anno buttiamo complessivamente 21 giorni di vita ‘incolonnati’

Se di smog si muore, di traffico ci si invecchia. Basti pensare che mediamente, i romani ‘regalano’ alle code in auto qualcosa come 21 giorni ogni anno. Significano tre settimane di fila seduti al volante fissando il vuoto.

Intendiamoci, non stiamo aggiungendo nulla di nuovo a quanto già riferito dal dossier relativo al 2019, presentato lo scorso anno dal  Global card scorecard di Inrix, che denunciava le 254 ore che mediamente ciascun romano perde ogni anno nel traffico.

Però, dopo l’avvento del lockdown ci eravamo illusi che tali scene, di ordinaria apatia, appartenessero ad un passato remoto.

Traffico a Roma, il rapporto auto-Km2 è 1376 (contro i 131 della media nazionale)

Ma in questi giorni Nomisma è tornata sull’argomento, aggiornando il già di per se impietoso quadro, con un ulteriore record negativo: nella Capitale si contano infatti oltre 600 auto per 1000 abitanti. Questo, sommato alla morfologia di una città la cui estensione territoriale è 5 volte quella di Milano, rende bene l’idea di cosa significhi avventurarsi quotidianamente sulle strade.

In una città in cui il rapporto tra il numero di auto e i chilometri quadrati è 1376 (contro i 131 della media nazionale), ecco spiegato perché per coprire un tragitto che richiederebbe massimo 30 minuti, quando va bene ne occorrono invece 55.

Traffico a Roma, il disastro dei pezzi pubblici e la Metro C che stenta a decollare

In tutto ciò pesano purtroppo le carenze e l’altalenante gestione dei mezzi di trasporto pubblici, che spesso finiscono per rappresentare più un ingombro stradale che una valida soluzione alternativa.

Per non parlare poi delle metropolitane, con la linea C a metà, ostaggio degli antichi resti monumentali emersi strada facendo, e della mancanza di fondi.

Traffico a Roma, l’atteso Pnrr non sembra al momento promettere ‘miracoli’

In tutto ciò poi, l’incognita rappresentata dal tanto decantato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il quale, sulla carta, non sembra  restituire alla città l’attenzione che realmente merita, rischiando così di perpetuare all’infinito una situazione di consolidata precarietà.

Dunque, sperando di non dover continuare a regalare al traffico i migliori anni della nostra vita, confidiamo al più presto in una politica gestionale realmente all’altezza di una metropoli europea…

Max