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Claudio Baglioni con ‘In questa storia che è la mia’, ritrova in streaming lo ‘spazio totale’ sperimentato da Porta e Pugliese

La ferita dei teatri vuoti ci ha colpiti al cuore e faticherà a rimarginarsi. Per questo ho cercato di contribuire a riempire quel vuoto, portando in dono al teatro tutto quello che avevo da dare. Musica e parole, naturalmente. Ma anche un’Opera, appunto ‘In questa storia che è la mia’ – che fonde recitazione, danza, gesto, giochi di luci e suoni, ‘quadri’ animati da performer, e nella quale grande orchestra, coro lirico, coristi e band diventano co-protagonisti della narrazione”.

Attraverso uno spettacolo che ‘lui’, “definisce eccezionale per tempi eccezionali”, ecco l’opera-concerto totale, registrata presso il Teatro dell’Opera di Roma, che Claudio Baglioni ha tratto dal suo omonimo e ultimo album di inediti.

Baglioni: “Uno spettacolo wagneriano concepito per totale uno spazio scenico totale”

Un’opera ‘eccezionale’ non solo nell’ideazione (con parole e musiche di Claudio Baglioni, e la direzione artistica di Giuliano Peparini), ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena.

Un’anteprima come vedremo ‘relativamente assoluta’, in parte concepita quindi  sull’estensione di un’idea wagneriana, intesa come opera d’arte totale. Qui l’arte totale all’interno di un intero teatro, spiega ancora il cantautore romano, “finisce col rivelare un’estetica cinematografica, tanto da trasformare l’evento in un inedito FilmOpera. Come accade nella cinematografia, infatti, le diverse scene di questo straordinario atto unico (scene rese ancora più suggestive dal ricorso ad effetti di luce e soluzioni illuminotecniche che normalmente non si vedono nei teatri di tradizione all’italiana), sono state riprese da diversi punti di vista – attraverso un incalzante ed emozionante uso di campi e controcampi – in modo da unire al lirismo fisico del teatro, la magia metafisica del cinema”.

In tutto ciò. Prosegue Baglioni, “Ognuno di noi – con la propria arte, sensibilità, intensità, espressività – ha provato a cancellare il vuoto del teatro, riempiendolo, letteralmente, di vita. E, così, tutto – palcoscenico, golfo mistico, platea, palchi, loggioni, foyer, corridoi, backstage – è diventato scena. Uno spettacolo totale in uno spazio scenico totale, nel quale – per la prima volta – l’idea wagneriana dell’arte totale si realizza in una architettura totale”.

Baglioni: “Una storia di un amore e dell’amore, raccontata in una forma eccezionale”

Una storia di un amore e dell’amore, Lo spettacolo – della durata di novanta minuti – si apre con un monologo evocativo e rapsodico – scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino – e un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti, mentre la direzione della band di Baglioni (tanto per cambiare!), è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album. Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo Ciminelli, Alessandro Tomei, Roberto Pagani, Danilo Rea e Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album.

Come tiene a raccontare ancora il suo autore, “‘In questa storia che è la mia’ è davvero uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. E non solo perché in ‘tempi normali’ non sarebbe mai stato possibile concepirlo né realizzarlo ma, soprattutto, perché credo ci sia bisogno di idee eccezionali per aiutare certe ferite a rimarginarsi, e trasmettere le energie che servono a fare di dolore, difficoltà e privazioni i semi per costruire un futuro nuovamente degno di questo nome”.

Baglioni, una ‘soluzione scenica’ già sperimentata dal ‘Masaniello’ di Porta e Pugliese

Intendiamoci, l’idea di un unico spazio scenico, dove teatro e pubblico stesso vengono ‘inglobati’ dalla messinscena divenendo quindi parte attiva della stessa, non è una novità.

Certo, in un Paese corto di memoria storica, sopratutto se riferita all’Arte in generale, sorprende la ‘facilità’ con la quale possono essere ‘metabolizzate’ e poi fatte sciogliere, idee, proposte e suggestioni, al momento invece esaltate e ‘santificate’ per originalità e sperimentazione.

Ma sarebbe commettere un ‘peccato mortale’, non tornare al lontano 1974 quando, segnando letteralmente un’epoca, Elvio Porta e Armando Pugliese, presentarono il loro ‘stupefacente’ ‘Masaniello’, con le musiche di Roberto De Simone. Inizialmente lo spettacolo – sempre di wagneriana visione! – venne allestito all’interno di un tendone a Napoli, dove lo spazio era la riproduzione di Piazza Mercato, ed intorno alla quale si articolavano le scene ed i passaggi del testo. Poi, a seguire, lo spettacolo divenne un tour trionfale nei maggiori teatri italiani o, almeno, in quelli dove veniva permesso di svuotare completamente la sala dalle poltrone

Baglioni, aperta la prevendita per l’evento in streaming, il 2 giugno alle 21 su ITsART

La produzione è curata da Friends & Partners e Fenix Entertainment S.p.A. La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

‘In questa storia che è la mia’, in streaming il 2 giugno alle ore 21.00 sulla piattaforma ITsART (il sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero).

È possibile acquistare i biglietti in prevendita sui siti di Ticketone, Vivaticket e Ticketmaster e dal 31 maggio anche su ITsART.

Lo spettacolo di Claudio Baglioni su ITsART è acquistabile singolarmente. Non è necessario l’acquisto di un abbonamento per poter accedere alla piattaforma.

Le fotografie sono state realizzate da Angelo Trani

Max