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Lazio, la fuga dei medici: in 200 danno le dimissioni in un anno

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Fino ad alcuni anni fa, lavorare come medico in ospedale rappresentava un obiettivo prestigioso e una possibilità di carriera di tutto rispetto, fonte di soddisfazione economica e professionale. Ma se nell’ultimo anno, 195 medici nel Lazio hanno scelto di dimettersi dal proprio impiego, volontariamente e prima di aver maturato la pensione, il segnale è preoccupante e merita un’indagine approfondita. Non si pensi che sia stata l’emergenza Covid l’unica causa scatenante: secondo l’associazione di medici Anaoo Assomed, i motivi sono molteplici. Primo su tutti, l’eccessivo carico di lavoro, una conseguenza dei tagli al personale e di organici sempre più miseri. In secondo luogo, in parallelo all’aumento delle donne nel settore sanitario, c’è da registrare la difficoltà ad assolvere agli oneri di famiglia considerando turni massacranti e disagevoli. Ecco allora che il privato diventa sempre più attrattivo, mentre nel pubblico sussiste una scarsa sensibilità verso le esigenze dei medici, che spesso si sentono semplici pedine da spostare in base alle esigenze e le carenze del sistema, così come molti si sentono considerati un peso sui bilanci se si ammalano, se sono in congedo o in gravidanza. Duecento dimissioni in un anno corrispondono a circa il 2,4 per cento dei medici ospedalieri nella Regione: un dato eloquente che non si può più sottovalutare.