Home NOTIZIE CULTURA E SPETTACOLO Laura Pausini: sfuma l’Oscar. Ma restano i successi di una vita

Laura Pausini: sfuma l’Oscar. Ma restano i successi di una vita

Foto Instagram @laurapausini

Avrebbe potuto essere una serata d’oro per la musica italiana e per un’artista che la rappresenta da anni in giro per il mondo. E invece la 93esima edizione degli Oscar ci lascia a bocca asciutta. Laura Pausini si è fermata ad un passo dalla storia: sarebbe stata la prima a vincere una statuetta per la miglior canzone con un brano in italiano. Sfuma il sogno, il premio va alla cantautrice statunitense H.E.R. con il brano Fight for you dal film Judas and the Black Messiah. Delusione a parte, resta uno dei momenti più alti della carriera della cantautrice romagnola. Perché, in fondo, da quel triste momento in cui Marco se ne andò per non tornare più, la Pausini ha vissuto quasi trent‘anni ad altissimi livelli, segnati da innumerevoli premi e riconoscimenti. Ripercorriamo alcune delle tappe dell’incredibile percorso artistico di una delle cantanti orgogliosamente Made in Italy più famose al mondo.

Sanremo 1993

Il successo arriva direttamente in una delle prime esibizioni davanti al grande pubblico. Dopo anni di pianobar lungo la riviera romagnola, a 19 anni partecipa e vince il 43esimo Festival di Sanremo nella sezione Novità con il brano La solitudine. Scritto da Pietro Cremonesi e Federico Cavalli, come raccontato dalla stessa Pausini in un’intervista a Gianni Minà, il brano originariamente cominciava con “Anna se n’è andata e non ritorna più”. A parte questo piccolo dettaglio, risolto scegliendo il nome del suo ex fidanzatino dell’epoca, la storia fotografa esattamente la vita della cantante, che andava veramente a scuola con il treno delle sette e trenta. Scuola che la costringe a registrare il suo primo disco – l’eponimo Laura Pausini – di notte, per consentirle di frequentare e conseguire la maturità, mentre solo in Italia vantava già 400.000 copie vendute.

L’incontro con Lucio Dalla

Eppure, uno dei successi più grandi fu di quelli che non prevedono statuette o premi fisici, ottenuto lontano dai riflettori, quando tutto doveva ancora iniziare. Al termine di una serata di pianobar con il padre in un ristorante di Bologna, le si avvicinò Lucio Dalla dicendole «Mo cosa fai nel ristorante? Vai fuori e vai a spaccare il c**o ai passeri!». Lucio non le mandava di certo a dire, ma forse tutti i torti non li aveva.

Il successo mondiale e la proposta di matrimonio di…

La piega esterofila presa dalla sua carriera si intuisce subito: già nell’estate del ’94, partecipando al Festivalbar con il brano Gente, vince il Premio Europa come Artista italiana che ha venduto più nel mondo. Nel ’96 i suoi primi due album (Laura Pausini e Laura) si aggiudicano il Platinum Europe Award, assegnato dalla Federazione internazionale dell’Industria Fonografica (IFPI) ai dischi con più un milione di vendite (per la cronaca lo vincerà altre due volte). Il 15 ottobre 1998, invece, il suo quarto album La mia risposta viene pubblicato in cinquanta paesi. Piccolo aneddoto: nel luglio dello stesso anno viene invitata da Barbra Streisand al suo party di nozze negli Stati Uniti per esibirsi con il produttore David Foster al pianoforte. Pochi sanno che quella sera riceve una proposta di matrimonio nientemeno che dal celebre attore americano Jim Carrey (spoiler: rifiutò). Come dichiarato da lei stessa in un’intervista a Vanity Fair del 2004 «Jim Carrey si avvicinò e mi chiese chi fossi e che cosa facessi lì. Gli dissi che stavo registrando un disco e lui si offrì subito di sposarmi: per restare in America, aggiunse, avevo bisogno di un uomo come lui per avere la green card! Fu una serata incredibile».

Tra le cantanti di maggior impatto della storia

Dal primo degli innumerevoli World Wide Tour, quello del ’97, il suo successo esplode in tutto il mondo, contribuendo a far diventare la Pausini la donna dei record: il tabloid britannico The Sun la nomina tra le trenta cantanti che “non saranno mai dimenticate”; la rivista statunitense Billboard include il suo Similares (versione spagnola di Simili, undicesimo album in studio) tra i 50 migliori album latini del decennio 2010; inoltre, l’Istituto Tecnologico del Massachusetts, la inserisce nel progetto “Pantheon” tra le 200 cantanti di maggior impatto della storia.

Unica tra gli italiani

L’8 febbraio 2006 è la prima donna italiana a ricevere un Grammy Award nella categoria Miglior album Pop latino con Escucha (versione spagnola di Resta in ascolto, settimo album in studio). Prima di lei, l’ultimo artista italiano ad aver conquistato un Grammy era stato Domenico Modugno nel 1958 con Nel blu dipinto di blu. Resta l’unica cantante italiana ad essersi aggiudicata anche 4 Latin Grammy Awards e il Golden Globe, vinto con la canzone “Io sì/Seen, colonna sonora del film “La vita davanti a sé con Sofia Loren, che tanto c’ha fatto sperare anche nell’Oscar.