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Lazio: aumentano i casi (900 a Roma) ma diminuiscono i decessi e le rianimazioni. Stabili i ricoveri

L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato

Come ogni ‘santo’ giorno da molte settimane a questa parte, la situazione nel Lazio non presenta nessuna novità positiva, al limite, stabile. Ma tanto è stato fatto per riportare la regione in arancione, che se oggi – nonostante 3 settimane di lockdown – siamo ancora messi così, per i giorni a venire c’è veramente da accendere un cero alla Madonna.

Numeri da ‘rosso’ per un bilancio quotidiano che cavalca il millimetro…

Tuttavia, l’assessore regionale, salvo ‘predicare’ puntualmente la massima attenzione, non aggiunge altro, limitandosi all’ormai tragica – e ripetitiva – ‘conta’ quotidiana.

”Oggi su oltre 17 mila tamponi nel Lazio (+709) e oltre 20 mila antigenici per un totale di oltre 37 mila test, si registrano 1.838 casi positivi (+38 da ieri), 33 decessi (-5), e 1.808 guariti”.

Quindi, illustrando il solito ‘meccanismo’ che a dispetto della realtà dà invece cifre ‘consolanti’ (sempre grazie al conteggio degli inaffidabili tampone rapidi), D’Amato (nella foto) ha aggiunto che “Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%”.

La Capitale continua a sorprendere in negativo: da ieri altri 900 nuovi contagi

Per quel che riguarda invece la Capitale, dove vige il caos, con  persone ovunque, ancora una volta ‘l’altissimo’ numero di nuovi contagi è sempre identico: “I casi a Roma città sono a quota 900”.

Quindi, come dicevamo, piuttosto che ‘liberarsi’ ed ammettere che ‘forse era meglio se fossimo rimasti in rosso ancora per un po’’, l’assessore regionale ha rimarcato l’ennesimo: “dobbiamo mantenere alta l’attenzione nelle festività di Pasqua”. Quindi, il ‘consolante’ “Il valore RT è stabile a 0.98”.

D’Amato chiede scusa sul ritardo delle vaccinazione, ma ‘stavolta’ non è colpa sua

Sul ritardo nelle forniture di Astrazeneca ci scusiamo anticipatamente con gli utenti se nelle prossime ore ci dovessero essere difficoltà nella regolarità delle somministrazioni non dipendenti dalla nostra volontà. Stiamo lavorando con il lotto delle dosi dissequestrate fino a esaurimento”

Infine, prima di concludere il quotidiano incontro con la stampa, D’Amato si è scusato sui ritardi accumulatisi nelle vaccinazioni, ma qui, per onestà intellettuale, urge rimarcare che la regione Lazio non ha nessuna responsabilità.

Anzi, dopo aver chiuso e decimato – negli anni passati – il sistema sanitario su tutto il territorio regionale, ora la giunta Zingaretti si sta facendo ‘perdonare’ (per modo di dire), proprio grazie alla solerzia dimostrata nella campagna vaccinale.

Max