Home ULTIME NOTIZIE Sputnik, pronto memorandum d’intesa Spallanzani-Gamaleya. Vaia: “Scienza non è geopolitica”

Sputnik, pronto memorandum d’intesa Spallanzani-Gamaleya. Vaia: “Scienza non è geopolitica”

L'assessore alla Sanità Alessio D'Amato: "Tempistica e velocità importanti nel contrastare la pandemia"

OSPEDALE SPALLANZANI, AVVIO DELLA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE CONTRO IL COVID-19 PER GLI OVER 80 PERSONA ANZIANA PERSONE ANZIANE VACCINAZIONI ANTI CORONAVIRUS CENTRO VACCINALE FILA CODA ATTESA

Mentre l’Unione europea, divisa al suo interno dalla “diplomazia del vaccino”, frena politicamente al farmaco russo Sputnik, a Roma il dialogo con Mosca prosegue per trovare un’intesa. In un intervento alla conferenza internazionale di oggi, Evoluzione della pandemia, focus sul vaccino russo Sputnik V, sue caratteristiche e prospettive di utilizzo, il direttore generale dello Spallanzani, Francesco Vaia, ha confermato l’avvio dello scambio “di ricercatori e materiale biologico” con l’istituto russo Gamaleya.

L’obiettivo è sperimentare in casa il vaccino russo, studi che potrebbero permettere “un salto in avanti sul suo approvvigionamento”, aveva detto giorni fa il presidente di Regione Nicola Zingaretti, in attesa del via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Sputnik è ancora in fase di autorizzazione).

“La scienza è neutra e deve essere lontana da interessi geopolitici”, ha commentato Vaia, fiducioso di poter chiudere a breve l’accordo con Gamaleya, ricevere l’ok delle autorità del Lazio e del ministero della Salute. Proprio l’assessore alla Sanità laziale, Alessio D’Amato, ha fatto sapere che firmerà il memorandum d’intesa tra Spallanzani e Gamaleya. “La velocità e la tempistica sono importanti per il contrasto della pandemia”, ha detto D’Amato, confermando la volontà “di una rapida verifica con il Fondo russo di investimenti diretti per la produzione di Sputnik nel Lazio”.

Nel frattempo preoccupa la pressione sugli ospedali a causa del Covid-19. In regione la soglia d’allerta dei posti letto occupati nelle terapie intensive è al 36% (dati Agenas), superiore di 6 punti percentuali dalla soglia critica fissata dal governo.