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Bobby Solo: “Per oltre 30 anni mi hanno rubato i diritti d’autore di ‘Una lacrima sul viso’ e di ‘Se piangi se ridi’”

Più volte raccontando la genesi di quella che sarebbe poi divenuta una hit immortale, con il suo noto spirito ironico, Bobby Solo ‘snaturò’ la poesia della melodica estasi d’amore, rivelando di averla scritta in cucina, quando aveva 16 anni, accanto alla madre che sbucciava le patate.

Una canzone – forse ‘rimaneggiata’ anche da Mogol, che la firmò alla Siae, perché il cantante era ancora minorenne – comunque destinata ad entrare nella storia in quanto, fu la prima nella storia televisiva italiana, ad essere eseguita in playback.

Sfortuna volle infatti che alla vigilia della gara, il cantante romano si ritrovò senza voce, a causa di una fortissima faringite. Ampiamente ‘pubblicizzato’, ed atteso da nugoli di ragazzine, per esigenze di spettacolo Bobby Solo ottenne così l’autorizzazione a salire su palco ‘finendo di cantare’. Fu un successo immediato che segnò le classifiche di quel 1964.

Bobby Solo: quel playback che fece la sua fortuna…

I maligni – scatenando i giornali di gossip – sostennero che ad ‘aiutarlo’ fu la versione disco, con una timbrica vocale ‘sostenuta’ dall’incisione (i mezzi di allora non potevano certo garantire performance live di livello), e la serenità dell’esecuzione – al riparo da eventuali ‘stecche’ – che concorse a dare all’artista un’aria di grande sicurezza. La realtà è che il brano era perfetto per l’epoca – e non solo – e che Roberto Satti (questo il suo vero nome), era bello e bravo. Oltretutto, la sua somiglianza con l’allora ‘King’, Elvis Presley, fece il resto.

Bobby Solo: il trionfo di ‘Se piangi se ridi’ per zittire tutti

Nemmeno il tempo di godersi i successo, che Bobby venne subito chiamato a rivestire i panni del protagonista in uno dei tanti film ‘musicarelli’ che imperversano in quei anni nei cinema.

In pochi mesi Roberto passò da quella della madre a tutte le ‘cucine’ italiane, grazie al 45 giri ed al film.

Un successo poi consacrato nel Sanremo seguente (1965) dove, con le musiche di Marchetti e parte del testo ancora scritto da Mogol, trionfò con ‘Se piangi, se ridi’.

Bobby Solo: due canzoni, fra le tante scritte, per entrare nella storia

Tutto ciò per dare idea di cosa, soltanto due canzoni, abbiano potuto rappresentare sopratutto i termini di guadagni e diritti d’autore. Soldi, moltissimi soldi. Parliamo, come spiegato, di canzoni ancora oggi protagoniste nei pianobar e nei karaoke degli italiani.

Ebbene oggi è stato reso noto che, per ben 30 anni, la quasi totalità dei diritti d’autore di queste due canzoni, sono stati puntualmente ‘rubati’ al cantante capitolino.

Bobby Solo tra le vittime di un maxi sistema di pirateria

Questa per effetto di una gigantesca truffa operata da un server che, da decenni, agiva nel mondo dello spettacolo, truffando altre decine di artisti, autori e registi. Ma non solo, il proprietario di questi mezzi che, oltre alla musica, diffondevano illegalmente anche film, telefilm, e libri, è stato rintracciato grazie il fatto che, alzando il tiro, è addirittura arrivato a danneggiare l’americana Lux Vide che, scoperto l’imbroglio, ha subito depositato l’accusa e le prove, presso la Procura di Napoli.

Bobby Solo: una frode ai danni di 30 anni di diritti d’autore

Le indagini hanno potuto così scoprire che, nel ‘calderone’, sono decine gli artisti, i produttori cine-televisivi, e gli autori danneggiati dalla pirateria. Vittime subito passate ‘all’attacco’, chiedendo profumati risarcimenti.

Nello specifico del nostro Bobby, lo studio legale Emme Team ha affermato che “il cantautore Bobby Solo è riuscito a scoprire e dimostrare il furto per oltre 30 anni dei diritti legati alle sue canzoni, brani depositati da persone estranee presso l’ufficio copyright statunitense e poi utilizzati come garanzia per ottenere prestiti bancari. Questo in aggiunta a decine di società italiane e estere che hanno distribuito i brani musicali di uno degli artisti italiani più famosi nel mondo, senza riconoscere i dovuti compensi all’autore e senza presentargli un rendiconto sulle vendite“.

Bobby Solo: le sue canzoni tradotte ovunque… e mai pagate

Insomma una frode, hanno ricostruito i legali, “andata avanti per oltre 30 anni che è arrivata al termine dopo che l’artista ha chiesto di indagare. Versioni delle canzoni di Bobby Solo sono state realizzate in francese, tedesco, inglese, coreano, cinese e giapponese, senza che il compositore potesse percepire quanto dovuto”.

Chissà se nell’apprendere tale scempio, al buon ‘Robertino’ non sia tornata a scendere … una lacrima sul viso

Max