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Claudio Baglioni racconta il suo nuovo album: ‘In Questa Storia Che è la Mia’

Un album ideato e composto come una volta, vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato. Un progetto al quale ho dedicato tutto me stesso, a partire dalla scrittura, strutturata come non accadeva da tempo, su linee melodiche e processi armonici che la musica popolare oggi sembra offrire sempre meno…“.

A 7 anni da ‘Con Voi’, Claudio Baglioni è nuovamente nei negozi (store e piattaforme digitali), con ‘In Questa Storia Che è la Mia’, un concept con 14 inediti per 78 minuti di poesia.

Un bellissimo lavoro, come ci ha abituati Claudio: ‘pensato’, sofferto, elegante e curato in ogni minimo particolare, senza indugiare troppo con l’elettronica.

Baglioni: un disco ‘sofferto’ nella sua realizzazione

Certo, si tratta di un’opera che – come il monumentale ‘Oltre’ – scava a fondo nell’universo ‘Baglioniano’ e dunque ‘difficile’ (forse non per i suoi numerosi fan), ma sicuramente ‘ostico’ per chi ha ormai sintonizzato l’orecchio sulle attuali frequenze musicali e liriche, spesso ovvie e tirate via.

Il nuovo album è un invito – racconta l’artista romano – una spinta a rileggere la nostra storia. La storia di ciascuno di noi, di queste pagine di musica e parole, che abbiamo scritto e vissuto insieme, e di questo tempo che, sebbene non si leggano, porta anche le firme di noi tutti...”.

Baglioni: un disco musicalmente ‘artigianale’

Quattordici brani, 1 ouverture, 4 interludi piano e voce, 1 finale. Di questo si compone “‘n Questa Storia che è la mia’. Un concept che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale, riflettendo sul modo nel quale questa forza straordinaria – che tutti viviamo senza conoscerla mai veramente – travolga le nostre esistenze rendendole esperienze uniche e sempre degne di essere vissute appieno. 

Le sonorità sono tutte vere – continua il musicista originario di Centocelle, capace di vendere oltre 60 milioni di dischi in carriera – nel senso di ‘acustiche’, basso, batteria, pianoforte, chitarre, archi, fiati e voci suonati da persone e il ricorso all’elettronica è stato dedicato esclusivamente alla cura degli effetti e delle atmosfere. Al fine ne sono venuti fuori 14 brani – conclude Claudio – suonati dalla prima all’ultima nota da un gruppo di musicisti straordinari (tra cui Celso Valli al piano, Gavin Harrison alla batteria e Paolo Gianolio alle chitarre e basso) che hanno fatto quello che ci si aspetta da loro, ovvero suonare con tutta la creatività, l’invenzione, la passione e la grande energia professionale che ogni musicista ha dentro di sé….”.  

Claudio Baglioni: il tour, Covid permettendo…

L’artista che per primo ha inaugurato la stagione italiana dei grandi raduni negli stadi riuscendo a fondere canzoni d’autore e sonorità internazionali grazie ad un repertorio pop sconfinato iniziato nel lontano 1970, tornerà sulle scene live il prossimo anno con lo spettacolo ‘Dodici Note’, in cui metterà in scena una dimensione live di pop rock sinfonico che unisce grande orchestra classica, un coro lirico, una big band e un gruppo di voci moderne.

Il tutto partendo dalle Terme di Caracalla (in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma) il 4 giugno per 12 serate fino al 18 dello stesso mese. A questi 12 appuntamenti seguiranno altri 4 live in due teatri luoghi d’arte unici al mondo, ovvero il Teatro Greco di Siracusa (16 e 17 luglio) e l‘Arena di Verona ( 11 e 12 settembre). Scontata poi la ‘coda’ invernale nei palasport o nei teatri…

I biglietti per gli eventi sopracitati sono già disponibili su TicketOne.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali.

I biglietti già acquistati per le date inizialmente previste per il 2020 rimangono validi per le nuove date corrispondenti. Per informazioni: www.friendsandpartners.it e www.ticketone.it

 

Max

 

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